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LA TERZA VIA – CONVERSIONE DI CRISI

THE THIRD WAY – CRISIS CONVERSION
(Italian)

A cura del Dr. R. L. Hymers, Jr.
by Dr. R. L. Hymers, Jr.

Un sermone predicato presso il Tabernacolo Battista di Los Angeles
La sera del giorno del Signore, 9 marzo 2014
A sermon preached at the Baptist Tabernacle of Los Angeles
Lord’s Day Evening, March 9, 2014

e “Un’avvertenza alla predicazione espositiva” di Iain H. Murray

“Gesù disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta". Ed egli divise fra loro i beni. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: 'Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi.” (Luca 15:11-19).


Oggi ci sono due modi di predicare il Vangelo. Il primo è solitamente chiamato “Fede facile.” Il secondo è chiamato “Salvezza per la Signoria.” C’è senza dubbio qualcosa di sbagliato in entrambi i metodi perché né l’uno e né l’altro sono mai stati utilizzati da Dio in un risveglio di grande magnitudo nel mondo Inglese sin dal risveglio del 1859.

Inoltre, i principali predicatori hanno detto che oggi la maggior parte dei membri di chiesa non sono mai stati convertiti. Nel nostro libro “Preaching to a Dying Nation” [Predicando a una nazione morente] io e il mio college il Dr. C. L. Cagan abbiamo citato molti leader che hanno sottolineato che la maggior parte degli Evangelici e dei Fondamentalisti sono perduti, inclusi insegnanti della Scuola Domenicale, diaconi, mogli di pastori e persino i pastori stessi. Il Dr. A. W. Tozer ha detto: “tra le chiese evangeliche non uno su dieci conosce per esperienza qualcosa sulla nuova nascita.” Il Dr. W. A. Criswell, un famoso Pastore Battista del sud, che è stato Pastore della Prima Chiesa Battista di Dallas, in Texas, ha detto: “ci sorprenderemo di incontrare il 25% di questi membri in Cielo.” Nel 1940 l’allora giovane Billy Graham ha dichiarato che l’85% dei nostri membri di chiesa “non sono mai nati di nuovo.” Il Dr. Monroe “Monk” Parker, parlando delle chiese fondamentaliste, ha detto: “Se prendessimo la metà dei membri di chiesa salvati, vedremmo un grande risveglio. Infatti, penso che se solo la metà dei predicatori in America fossero convertiti, noi vedremmo un potente risveglio” (Traduzione in italiano di Monroe “Monk” Parker, Through Sunshine and Shadows, Sword of the Lord Publishers, 1987, pp. 61, 72).

Tutte queste cifre sono state messe come note a piè di pagina nel nostro libro Predicando a una nazione che muore (pp. 42, 43). Queste cifre che ci sono state date dal Dr. A. W. Tozer, il Dr. W. A. Criswell, dal giovane Billy Graham, e dal Dr. Monroe “Monk” Parker, sono ovviamente solamente una stima. Loro ci mostrano che queste figure guida credono in qualcosa che è terribilmente sbagliato nel modo in cui evangelizziamo. E, come ho già detto, i due metodi utilizzati per presentare il vangelo sono “La fede facile” e “La salvezza per la Signoria.” Né l’una e né l’altra sono mai state utilizzate da Dio per produrre moltissimi veri convertiti.

Il primo metodo è solitamente chiamato “fede facile.” Questo è oggi il metodo più utilizzato dagli Evangelici e dai Fondamentalisti. Si tratta di convincere una persona che è perduta a recitare quella che loro chiamano “La preghiera del Peccatore,” ovvero chiedendo a Gesù di “entrare nel proprio cuore.” Poi la gente perduta, si considera “salvata,” anche se non mostrano segni di cambiamento, continuano a vivere profondamente nel peccato e si rifiutano di frequentare una chiesa regolarmente. Ci sono letteralmente milioni di persone in questa condizione nel mondo Anglofono.

Il secondo metodo dell’evangelismo è chiamato “Salvezza per la signoria.” Questo metodo è sorto come reazione contro la “fede facile.” Ma la “Salvezza per la signoria” ha fallito nel correggere la “Fede facile.” Anche se coloro che sostengono questo metodo hanno spesso più luce degli altri, il loro metodo non è mai stato usato nei risvegli classici, e né è stato mai usato, nella maggior parte dei casi, per fare aggiungere veri convertiti alle nostre chiese. I predicatori della “Signoria” cercano di di correggere l’empietà e il peccato della “Fede facile” con dottrine forti e ripetutamente enfatizzate, ed è quello che loro chiamano “pentimento.” Di solito questo risulta nelle persone perdute sostenendo una forma di” Sandemanianismo,” e una forma di opere di giustizia. Il “Sandemanianismo” si riferisce alla fede nei versetti e nelle dottrine della Bibbia, piuttosto che in Gesù Cristo in Persona. Questa è fiducia nei versetti e nelle dottrine bibliche, piuttosto che Gesù Cristo Stesso. Uno di questi predicatori dice: “Noi dobbiamo credere o a vere fiducia in quello che Dio ha fatto.” Anche se non lo sa, questa è la definizione di “Sandemanianismo.” E dice che il peccatore può essere salvato attraverso la fede in ciò che la Bibbia dice anziché per mezzo della fede in Gesù Cristo in Persona. Vedi il capitolo sule “Sandemanianismo” nel libro del Dr. Martyn Lloyd-Jones The Puritans: Their Origins and Successors, Banner of Truth, 2002 edition, pp. 170-190. Clicca qui per leggere un mio sermone sul Sandemaninismo.

I Farisei al tempo di Gesù Cristo non dipendevano da alcuna forma di “Facile fede.” Anzi mostrarono esternamente vite purificate. Studiavano costantemente le Scritture e credevano in esse. Cosa mancava nelle loro vite? Solamente una cosa: Gesù Cristo Stesso! Gesù disse loro:

“Voi investigate le Scritture, perché pensate d'aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita!” (Giovanni 5:39, 40).

C. H. Spurgeon disse: “La fede che salva l’anima è l’avere fiducia in una persona, dipende da Gesù. (Traduzione in italiano di “The Warrant of Faith,” The Metropolitan Tabernacle Pulpit, volume 9, Pilgrim Publications, 1979, p. 530).

In questo stesso sermone Spurgeon disse: “La mera conoscenza di questi fatti [nella Bibbia] non ci salverà comunque, a meno che noi non crediamo veramente e sinceramente con le nostre anime nelle mani del Redentore” (ibid.).

Il Figliuol Prodigo, come vediamo nel testo, sapeva che il “padre” aveva “pane in abbondanza” (Luca 15:17). Ma la mera conoscenza non lo ha salvato dall’inedia. È dovuto ritornare direttamente al “padre” per ricevere il “pane.” La fiducia nella Bibbia, anche una vera fiducia, non ha mai salvato nessuno. Gli uomini possono credere nella Bibbia, o nei grandi credi, come ad esempio quello del Catechismo di Westminster, senza essere salvati. L’Apostolo Paolo ha parlato di “le sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù” (II Timoteo 3:15). La fede nella Bibbia, e i credi che sono basati su di essa, non ti salveranno. La Bibbia ci evidenzia Gesù Cristo. Noi siamo salvati “mediante la fede in Cristo Gesù”! Non siamo salvati se diciamo le parole della cosiddetta “preghiera del peccatore.” Non siamo salvati se crediamo a quello che la Bibbia dice di Gesù. Non siamo salvati per la nostra ubbidienza a Cristo il Signore. Possiamo solamente essere salvati “mediante la fede in Cristo Gesù” (II Timoteo 3:15). La Bibbia è molto chiara quando dice “è per grazia che siete salvati, mediante la fede” (Efesini 2:8). E la fede deve essere incentrata solamente su Gesù. Come ha detto l’Apostolo Paolo: “redi nel Signore Gesù, e sarai salvato” (Atti 16:31). Il mio collega il Dr. C. L. Cagan ha detto: “Infatti, siamo salvati da una fede ‘diretta’ in Cristo, che è più grande di ogni altra cosa: ‘Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in Lui’ Colossesi 1:17” (Traduzione in italiano di Preaching to a Dying Nation, p. 220). Comprendere bene tutto questo che è basato sulla verità, ti curerà da ogni forma d “Facile credenza” e di “Salvezza attraverso la Signoria.”

Quello che vorrei presentare di seguito, noi lo chiamiamo “La terza via: Conversione di crisi.” Il primo metodo è la salvezza attraverso la recitazione della “Preghiera del Peccatore.” Il secondo metodo è tentare di rendere Gesù come Signore: che sicuramente un peccatore depravato non potrà mai farlo! Ma la “Terza via: conversione di Crisi” è il metodo delle Scritture della vera conversione. Ho coniato il termine “Conversione di Cristi”: ma è solamente un nome che esprime il punto di vista della “vecchia scuola”, è solo un nuovo nome per la classica conversione Protestante e Battista. “Conversione di Cristi” è proprio quella che ha sperimentato Lutero. “La “Conversione di crisi” è quella che ha sperimentato John Bunyan, George Whitefield, John Wesley e C. H. Spurgeon; così come ogni altra persona che è stata veramente convertita prima che la “preghiera del Peccatore” e la “Salvezza attraverso la Signoria” diventassero popolari, distruggendo purtroppo il concetto dell’antica “Conversione di cristi” dei nostri antenati Battisti e Protestanti. Nel fare ciò, intendo descrivere la “depravazione” e poi descriverò il “risveglio.”

I. Primo, una descrizione della “depravazione” umana, che viene rivelata dal terzo metodo di conversione, quello della “Conversione di crisi.”

Ho scelto il racconto del Figliuol Prodigo per illustrare ciò che noi intendiamo per la fuori moda “Conversione di Crisi,” così come era considerata prima che si cominciasse a rimpiazzarla con “La preghiera del Peccatore” e la “Salvezza attraverso la Signoria.”

Il Figliuol Prodigo era un peccatore. Ha chiesto l’eredità che gli spettava e “partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente” (Luca 15:13). Ed è quello che tutti noi facciamo, in un modo o in un altro. Giriamo le spalle a Cristo e viviamo senza di Lui in uno stato di peccato. Rigettiamo Cristo, proprio come il Figliuol Prodigo ha rigettato suo padre. Infatti, nel nostro stato da inconvertiti, disprezziamo e rifiutiamo il Salvatore, proprio come il Figliuol Prodigo attraverso le sue azioni, ha mostrato quanto disprezzasse e rifiutasse suo padre.

“Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.” (Isaia 53:3).

Nei nostri cuori eravamo nemici di Dio e di Suo Figlio. No eravamo sottomessi alla legge di Dio, proprio come il Figliuol Prodigo non era sotto esso alla legge di suo padre.

“Infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo” (Romani 8:7).

I nostri cuori erano incorreggibilmente ribelli contro il Salvatore. Infatti noi siamo dei peccatori totalmente depravati, senza nemmeno un barlume di giustizia in noi. L’Apostolo Paolo disse che noi siamo “morti nelle colpe e nei peccati,” e che siamo sotto il controllo di Satana “il dio di questo mondo” (Efesini 2:1).

Se non sei salvato, questa non è un’immagine graziosa. L’Apostolo disse: “Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottoposti al peccato, com'è scritto: «Non c'è nessun giusto, neppure uno.»” (Romani 3:9, 10). Il profeta Isaia ha descritto la tua condizione spirituale graficamente quando ha detto:

“Tutto il capo è malato, tutto il cuore è languente. Dalla pianta del piede fino alla testa non c'è nulla di sano in esso: non ci sono che ferite, contusioni, piaghe aperte, che non sono state ripulite, né fasciate, né lenite con olio.” (Isaia 1:5,6).

Questa era la condizione del Figliuol Prodigo. La Bibbia dice che: “Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava.” (Luca 15, 16). Ed è anche la tua condizione. Il “principe della Potenza dell’aria” è il Diavolo, che controlla la tua mente: “quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli” (Efesini 2:2). Sei intrappolato in questa orribile condizione, sei schiavo di Satana, stai vivendo la vita di uno schiavo di Satana: “morto nei peccati” (Efesini 2:5). Questa situazione è nota con il nome di depravazione totale. Questa era la condizione del Figliuol prodigo. Suo padre disse che era “morto” che era “perduto”: “perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato” (Luca 15:24).

Nella tua ribellione contro Cristo, pensi di essere libero, ma in realtà sei realmente uno schiavo, intrappolato nel peccato, morto per le cose di Dio, dominato e tenuto in cattività da Satana. Se così tanto controllato dal Diavolo che in realtà pensi che la tua schiavitù di peccato è libertà! Se un caso senza speranza, sei totalmente depravato, proprio come il Figliuol Prodigo, che è stato ridotto a vivere una vita senza speranza servendo il peccato. Discuterai con chiunque ti descriva la tua perduta condizione.

II. Secondo, ecco una descrizione di “risveglio” di un peccatore dalla sua miseria, come ci è rivelato dalla terza via di “Crisi di Conversione.”

“Allora, rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!” (Luca 15:17).

“Rientrato in sé.” Ovvero, quando ha riavuto i sensi, quando è stato risvegliato dal coma del peccato, dal torpore e dalla mortalità del peccato. “Rientrato in sé”, quando è stato risvegliato dal sonno della morte, allora ha pensato “qui io “muoio”. Questo è il risveglio di un peccatore perduto che sente la miseria, il tormento, la tristezza del vivere nel peccato. Questo risveglio può essere prodotto solamente dallo Spirito Santo. Spurgeon disse, commentando questo testo:

L’uomo insano non sa di essere insano, ma appena rientra in sé stesso, [vede] percepisce dolorosamente lo stato da cui sta scampando. Ritornando alla vera ragione e al giusto giudizio, il figliuol prodigo rientra in sé. (Traduzione di C.H. Spurgeon, MTP, Pilgrim Publications, 1977 reprint, volume 17, p. 385).

Questo risveglio è come quello di un uomo che è stato ipnotizzato, e che poi si risveglia. Una leggenda greca racconta che la maga Circe trasformava gli uomini in maiali, Ma Ulisse obbligò la maga a riportare i suoi compagni nella loro forma umana originale. Così lo Spirito Santo risveglia il Prodigo. Solamente in quel momento si realizza la situazione disperata e tremenda in cui si trovava. L’Apostolo Paolo ha parlato di “risveglio” quando ha detto:

“Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce” (Efesini 5:14).

Ma il “risveglio” di un peccatore perduto non è qualcosa di tranquillo. E questo avviene quando avviene la crisi secondo il terzo metodo della vera conversione. Il metodo più comune, attraverso cui le persone vengono risvegliate, è la predicazione, come ha spesso sottolineato il Pastore Puritano Richard Baxter (1615-1691-). Molti predicatori citano Romani 10:13 quando predicano il vangelo. Ma difficilmente qualcuno riflette anche sul versetto successivo che dice: “Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunci?”

Ecco perché noi abbiamo una predicazione evangelistica nella nostra chiesa. “E come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunci?” I predicatori hanno bisogno di imparare come predicare evangelisticamente ai perduti. Oggi pochissimi predicatori sanno come preparare e far nascere un sermone evangelistico, proprio pochissimi! Per anni non ho sentito qualcuno che predicasse n sermone evangelistico correttamente! È diventata una cosa del passato. Questa è la ragione principale per cui la maggior parte della gente che frequenta le nostre chiese regolarmente rimane non salvata! “E come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunci?”

La predicazione evangelistica deve mostrare al peccatore di essere un condannato, a meno che non va a Gesù Cristo. La predicazione deve mostrargli che il peccato si trova in ogni radice del suo essere. Non i “peccati” ma il peccato in sé lo separa da Dio. Il peccato è caratterizzato dalla ribellione e dall’egoismo. Il peccatore deve affrontare il fatto che, come il Figliuol Prodigo, è violentemente ribelle contro Dio e violentemente egoista. Il peccatore perduto deve ascoltare tutto ciò predicato dal pulpito fino a vedere che ci deve essere un cambiamento radicale nel suo cuore. Questo deve essere rimarcato fino a che il peccatore comincia a provare veramente di cambiare il suo cuore. I suoi tentativi di cambiare il suo cuore falliranno sempre. E questo fallimento che presto risveglia il peccatore dall’orribile verità sulla sua perdizione. Gli deve essere detto ripetutamente che è perduto. Gli deve essere detto di lottare per trovare Cristo. Gli deve essere detto di “lottare per entrare per la porta stretta” (Luca 13:24). Quando il peccatore lotta e non riesce, lotta e non riesce, e lotta di nuovo e non riesce nuovamente, alla fine si sentirà disperatamente perduto. Questo è esattamente il modo in cui si deve sentire, altrimenti non troverà mai pace in Gesù.

Questo è chiamato “predicazione di legge: che tutti i predicatori vecchie classici hanno fatto, fino a che i peccatori ano ceduto tutte le loro speranze di cambiamento! Questo è ciò che il versetto significa: “la legge dà soltanto la conoscenza del peccato.” (Romani 3:20). Attraverso i continui fallimenti nel diventare una santa persona, attraverso le ripetute cadute nell’ottenere pace con Dio, e soprattutto, attraverso ripetute cadute nell’andare a Gesù: il peccatore comincia a pensare: “Sono veramente perduto!” Questo è il risveglio che deve avere!

“Allora, rientrato in sé, disse: … io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre “(Luca 15:17-18).

A questo punto, quando il peccatore abbandona tutte le speranze di “ottenere il bene” odi “fare le cose giuste” allora “rientrerà in sé, si risveglierà e realizzerà che deve riposare solo in Gesù, e che non può da sé fare nulla per salvarsi!

“Allora, rientrato in sé.” Il Figliuol Prodigo ha dovuto attraversare un tumulto interiore, l’Inferno sulla terra, come fece anche Bunyan, prima che “rientrasse in sé,” prima che la su mete fosse cambiata da un vero ravvedimento. Dopo tutto, il termine Greco che traduce “ravvedimento” significa “un cambiamento mentale.” Questa è “la terza via.” Questa è la “conversione di crisi.” Io sono nient’altro che un ipocrita e un ribelle peccatore. “Non c’è alcuna speranza per me.” “Sono in una crisi! Devo cambiare: ma non posso! Non posso! Non posso! Non posso! Ci ho provato! Ci ho provato! Ma più provavo, e più ho visto quanto fosse impossibile! Non riesco a ‘ravvedermi’! Non posso cambiare! Non posso cambiare! Non posso cambiare il mio cuore! Sono perduto! Sono perduto! Sono perduto!” Non è esattamente la stessa cosa che è accaduta a Lutero, a Bunyan, John Wesley, Whitefield, Spurgeon al Dr. John Sung, così come ad altri veri convertiti? Per approfondire questo argomento si dovrebbe leggere un classico di Thomas Hooker (1586-1647): [La preparazione dell’anima per Cristo] The Soul’s Preparation for Christ. Per un trattato moderno si veda [Il vecchio Evangelismo: antiche verità per un nuovo risveglio] The Old Evangelicalism: Old Truths for a New Awakening di Iain H. Murray (The Banner of Truth Trust, 2005).

È importante sapere che non tutte le conversione sono esattamente uguali. Alcune persone staranno sotto la convinzione di peccato per un periodo più breve rispetto ad altri. Altri sentiranno solamente un piccolo colpo di convinzione, mentre altri ancora rimarranno più o meno in uno stato di convinzione per un lungo periodo. Mia moglie è stata convertita la prima volta che ha sentito il Vangelo. Così come per il mio collega il Dr. Kreighton L. Chan. Dio è sovrano e opera come vuole nella conversione dei peccatori. Molte persone piangono quando sono convinte, moltissime persone lo fanno. Ma mia madre ha avuto una conversione di vita senza versare una singola lacrima. Due punti sono essenziali, comunque, in ogni vera conversione: il senso di peccato e il sollievo da esso mediante la fede in Cristo Gesù in persona! Queste due cose accadono in ogni vera conversione. Queste due cose sono così reali nella conversione di mia moglie e del Dr. Chan proprio come nella conversione di Lutero, Bunyan John Wesley, George Whitefield e Spurgeon: anche se sono state più brevi. Tuttavia ognuno di loro è stato punzecchiato nella propria coscienza prima di credere nel Salvatore. Gente che scusa il proprio peccato e lo tratta con leggerezza non sperimenterà una vera conversione.

Molto bene. Sono contento che finalmente sei convinto di peccato! Forse adesso troverai pace in Gesù. Forse adesso sentirai il Suo amore, che lo ha condotto alla Croce per salvarti, perché tu non potevi salvarti da solo! Allora sentirai gratitudine verso Gesù, per la sua morte sulla Croce come tuto sostituto, per il versamento del Suo Sangue per la tua purificazione da tutto il tuo peccato! Allora sarai grato a Gesù per la pace della tua vita: perché avrai sperimentato la Sua grazia, il Suo amore, e la Sua salvezza secondo una vera “Conversione di Cristi”: l’unica che cambia il cuore e salva l’anima dall’ira di Dio! Spero che tu veda quanto questo sia differente dalla “Facile credenza! E dalla “Salvezza per Signoria.” Prego affinché questa possa essere la tua esperienza, e che tu possa credere in Gesù, ed essere purificato mediante il Suo prezioso Sangue! Perciò io prego che tu possa essere in grado di cantare con Charles Wesley:

Gesù, amore della mia anima, fammi riposare sul tuo seno.
   Anche quando sono vicino al fragore delle grandi acque, mentre imperversa la tempesta!
Nascondimi o mio Salvatore, nascondimi in te, fino a che si calmi la tempesta della vita.
   Tu sei il mio sicuro rifugio, ti prego ricevi la mia anima.

Abbondante grazia ho trovato in Te, la Grazia che copre tutti i miei peccati
   Scorra il tuo santo fiume, rendimi puro.
Tu sei una fonte di vita da cui io posso bere gratuitamente;
   Inonda il mio cuore per l’eternità.
(Traduzione letterale dell’inno inglese “Jesus, Lover of My Soul”
      di Charles Wesley, 1707-1788).

Se vuoi parlare con noi sulla salvezza dal peccato mediante Gesù, per favore, lascia pure il tuo posto e recati dietro l’auditorium, Il Dr. Cagan ti condurrà in un’altra stanza dove potremo pregare e parlare. Dr. Chan, per favore prega affinché qualcuno possa credere in Gesù questa sera. Amen.

(FINE DEL SERMONE)
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Scrittura letta prima del sermone dal fratello Abel Prudhomme: Luca 15:14-19.
Assolo cantata prima del sermone dal fratello Benjamin Kincaid Griffith:
“Jesus, Lover of My Soul” (di Charles Wesley, 1707-1788).

UN’AVVERTENZA ALLA PREDICAZIONE ESPSOITIVA

Di Iain H. Murray
(Amministratore della Bandiera della Fede Vera)

Oggi è in voga in numerosi circoli la “predicazione espositiva”, e c’è l’urgenza per i predicatori sul modo di predicare. Se questo indica che il compito del predicatore è limitarsi al testo della Scrittura, e che abbia un chiaro senso per altri, non c’è niente più da discutere, che si dissenta, salvo coloro che non sanno che la Bibbia è la Parola di Dio.

Ma la “predicazione espositiva” ha spesso finito per significare qualcos’altro. L’espressione è popolarmente usata per descrivere la predicazione di una congregazione che tratta consecutivamente brani, o i libri della Scrittura settimana dopo settimana. Questa procedura viene confrontata con il metodo di predicazione su testi individuali, che possono non avere direttamente una connessine con altri, da una domenica all’altra. Il fine è di scoraggiare in favore del metodo “espositivo.”

Perché questo metodo della “predicazione espositiva” è diventato così comparativamente popolare? Ci sono diverse motivazioni. Prima di tutto, si pensa che la pratica possa far crescere lo standard di predicazione. Attraverso uno studio consecutivo di un libro della Scrittura, si dice che, il predicatore non gira a vuoto, e le congregazioni hanno maggiore probabilità di ottenere una comprensione più ampia, più intelligente di tutta la Scrittura. Il predicatore esegue anche una costante ricerca per i testi, e lui la gente sanno cosa gli sta davanti. Queste motivazioni sono forse confermate per i giovani predicatori dal fatto che nei nostri convegni principali e nelle conferenze i relatori più noti trattano comunemente un solo brano in vari discorsi, e quando questi trovano il modo di stamparli, vengono presi come modelli di un migliore modo di predicare. I sermoni pubblicati di qualsiasi altro tipo sono così pochi e lontani da questi, perché gli editori favoriscono definitivamente la predicazione “espositiva” sulla base della sua stessa popolarità. 1

A nostro avviso, è comunque il tempo che gli svantaggi di questa visione di predicazione vengano quantomeno considerati.

1.   Si suppone che tutti i predicatori siano capaci di preparare sermoni efficaci in questo senso. Ma gli uomini hanno doni diversi. Spurgeon non era famigliare con la “predicazione espositiva” (ascoltando i sermoni della sua gioventù, ha desiderato alcune volte che gli Ebrei avessero mantenuto la loro epistola per sé stessi!) e decise che questa epistola non era più adatta ai suoi doni. C’è ragione di pensare che essere effettivamente un predicatore “espositivo” non è un dono comune come sembra che alcuni pensino. Anche il Dr. Llloyd-Jones ha vissuto 20 anni di ministero prima che introducesse lentamente una serie “espositiva.”

2.   Il dibattito er cuiil metodo “espositivo” sia il migliore per coprire la maggior parte della Bibbia è anche largamente commesso con l’idea che lo scopo più importante della predicazione sia quello di trasmettere tanto della Bibbia. Ma occorre cambiare questa idea. Occorre che la predicazione sia molto di più che una mera serie di istruzioni. Si deve impressionare, risvegliare, e destare gli uomini e le donne, affinché essi stessi diventino Cristiani brillanti e studenti giornalieri della Scrittura. Se il predicatore concepisce il suo lavoro in termini di dare istruzioni, piuttosto che di dare stimoli, il sermone, si trasformerà facilmente nella maggior parte delle mani, in una “classe” settimanale, fine a sé stessa. Ma la vera predicazione deve attivare un processo continuo.

3.   Significativamente, le chiese, particolarmente in Scozia, una volta facevano distinzione tra “il sermone” e “la lezione.” Il termine “lezione” non era usato con un’accezione peggiorativa, anzi indicava semplicemente quello che adesso intendiamo comunemente per “predicazione espositiva.”, cioè l’analisi consecutiva di un brano o di un libro. I commentari di John Brown di Broughton Place, di Edimburgo, hanno avuto origine in questo senso. Così fece anche Lloyd-Jones con l’opera sull’Epistola ai Romani: che chiamò le sue esposizioni “lezioni”; la differenza tra un sermone e una lezione, a suo parere, è che un sermone è ridondante, è un messaggio distintivo, completo in sé stesso, mentre la lezione sulla Scrittura è parte di qualcosa di più ampio e continuo. Contrastando cola sua opera sui Romani, Lloyd-Jones concepì gli argomenti dei suoi sermoni sugli Efesini, e chiunque confrontando il processo in queste due serie, (la prima realizzata di venerdì sera, e la seconda di domenica mattina) può rapidamente vedere la differenza. Questo non è svalutare la sua serie su Romani, l’obiettivo era diverso.

4.   Alla fine della giornata, la migliore predicazione è predicare tutto ciò che aiuta maggiormente gli ascoltatori, e in questo senso le registrazioni sul metodo “espositivo” consecutivo, non sono impressionanti. Non è mai stato popolare per tanto tempo, ragion per cui, credo sia chiaro che: un sermone necessita un testo come base, per un messaggio memorabile. Il testo può essere ricordato dalla mente degli ascoltatori, quando tutti se ne saranno andati. Alcune volte, ed è vero, un testo può essere, per esempio, un paragrafo anziché un versetto, una parabola del Vangelo o una storia; ma se, come spesso accade con la “predicazione espositiva” una serie di versetti è regolarmente “un testo,” e quindi tutta una serie di idee entrano in un sermone, e tutte le lezioni chiare (come si possono vedere nei sermoni di Spurgeon) andranno perse. Il predicatore diventa così un mero commentatore. Alcune volte si smette anche di dare il testo di un brano che si intende prendere. Ma la gente potrebbe normalmente ottenere lo stesso aiuto, forse anche migliore, prendendo un libro di insegnamento sulla stessa sezione delle Scritture. Ma si potrebbe dire, “Non sono gli Efesini di Lloyd-Jones una predicazione sia espositiva che testuale? Egli ha implementato alcune riflessioni in una sola volta, e tuttavia ha proceduto consecutivamente, perché gli altri non fanno la stessa cosa?” La risposta è che Lloyd-Jones ha preso sia il testo che l’esposizione nella sua lettera agli Efesini, ma questo è esattamente il tipo di predicazione che non è il dono di molti predicatori. Troppi principianti hanno tentato di predicare versetto per versetto la maggior parte dei Libri della Scrittura, con risultati quasi disastrosi. Si può dire che questa è una delle ragioni per cui la predicazione “riformata” è stata criticata, in più di un posto; è stata criticata come “pesante” o come “monotona.” I meno ambiziosi, che hanno a che adottato il modo “espositivo,” non intendevano utilizzare singoli versetti per i propri testi, e questo è il danno che troppo facilmente fanno della predicazione un commento corrente.

5.  La predicazione evangelistica non si adatta al modo “espositivo,” infatti, dove è usata esclusivamente la predicazione “espositiva,” i veri evangelisti predicano al cuore e alle coscienze assopite. Si può dire che se questo fosse vero, è colpa dell’uomo, non del brano, perché non è tutta la Scrittura utile e ispirata da Dio? Certamente lo è, questo è oggettivo, ogni Scrittura può essere usata dallo Spirito di Dio per risvegliare e raggiungere il peccatore? Sì può, ma è chiaro dalla Scrittura che ci sono particolari verità più adatte per parlare coni non-Cristiani (la saggezza del nostro Signore ne è un esempio) e sono queste verità, e i testi che meglio la incarnano, che hanno una preminenza speciale e regolare in molti ministri evangelici più efficaci. Uomini del passato che sono stati usati per la conversione dei peccatori, conoscevano questi testi, e sono: Whitefield, McCheyne, Spurgeon, Lloyd-Jones e molti altri li sapevano. Oggi c’è un erto rischio che vengano dimenticati. Quando è stata l’ultima volta che hai sentito un sermone del tipo “Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero e poi perderà la propria anima?”

Questo non è un argomento che l’intera predicazione consecutiva di un brano sia sbagliata, ma che semplicemente non dovrebbe avere l’unico posto nel ministero del pulpito. Che ogni predicatori scopra quello che è meglio in grado di fare, e ricordiamo sempre che, qualsiasi sia il metodo di presentazione della verità, è predicare ripieni di fede e Spirito Santo, è di questi predicatori che abbiamo bisogno in questo momento. Ci vuole molto di più che un buon insegnamento, abbiamo bisogno di messaggi che commuovano le congregazioni e che influenzino le comunità.

Che nessuno pensi che le osservazioni sopra fatte siano un romanzo, pertanto concludo con l’opinione di uno dei più grandi predicatori del secolo scorso: R. B. Kuiper. Il suo biografo ha evidenziato che si rifiutava di ammettere che il termine “espositivo” fosse applicato solamente ai sermoni dati in serie da brani o libri delle Scritture. Il termine dovrebbe essere applicato a tutta l’esposizione della Scrittura degna di questo nome. E continua:

“Ne consegue che è un grande errore raccomandare la predicazione espositiva come uno dei tanti metodi legittimi. Secondo molti conservatori, non è del tutto soddisfacente, esaltare il metodo espositivo come il migliore. Tutte le predicazioni devono essere espositive … Egli ha anche contestato la diffusa opinione che solamente un commento su una porzione estesa della Scrittura (forse di un capitolo) potrebbe essere chiamato predicazione espositiva. Un continuo commento di predicazione ha alcuni difetti evidenti secondo Kuiper. L’esegesi tende ad essere superficiale, perché tanto materiale deve essere coperto. Spesso questi sermoni mancano di unità, tanto che l’uditorio non ha una chiara idea del messaggio del sermone.”2

Qualsiasi sia il metodo che il predicatore adotti, le seguenti parole di Kuiper sono rilevanti per tutti:

“Una consegna semplice … e tuttavia richiede rispetto e una risposta. L’entusiasmo ispira. La logica è convincente, l’illogicità confonde. Come predicatori abbiamo un cuore. Smettiamo di stancare il nostro uditorio. Facciamo in modo che le nostre predicazioni siano così avvincenti e interessanti, tanto che anche i bambini possano ascoltare noi, anziché preferire di fare i disegni, in modo da far vergognare ai loro genitori che gli danno la matita e il foglio. Ma possiamo ben dire che il prerequisito di una tale predicazione è una preparazione molto accurata.”3

NOTE

1. Non lo sto necessariamente disapprovando. Ci sono buone ragioni sulle richieste di predicazione “espositiva” su pagina stampata, ma è pericoloso concludere che ciò che va bene per i lettori, vada anche bene per gli ascoltatori. Leggere e ascoltare sono due cose diverse.

2. Edward Heerema, R.B., A Prophet in the Land (Jordan Station, Ontario [Paideia, 1986]), pp. 138–9.

3. Ibid, p. 204.


SCHEMA DE

LA TERZA VIA – CONVERSIONE DI CRISI

A cura del Dr. R. L. Hymers, Jr.

“Gesù disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta". Ed egli divise fra loro i beni. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: 'Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi.” (Luca 15:11-19).

(Giovanni 5:39, 40; Luca 15:17; II Timoteo 3:15; Efesini 2:8;
Atti 16:31; Colossesi 1:17)

I.   Primo, una descrizione della “depravazione” umana, che viene rivelata dal terzo metodo di conversione, quello della “Conversione di crisi.” Luca 15:13; Isaia 53:3; Romani 8:7; Efesini 2:1; Romani 3:9, 10; Isaia 1:5, 6; Luca 15:15, 16; Efesini 2:2, 5; Luca 15:24.

II.  Secondo, ecco una descrizione di “risveglio” di un peccatore dalla sua miseria, come ci è rivelato dalla terza via di “Crisi di Conversione, Luca 15:17; Efesini 5:14; Romani 10:14; Luca 13:24; Romani 3:20;
Luca 15:17-18.