Print Sermon

Questi manoscritti e video sono disponibili per 116.000 computer in 215 paesi ogni mese all’indirizzo www.sermonsfortheworld.com. Molti guardano i nostri video su YouTube e poi visitano il nostro sito web, proprio perché ogni sermone rimanda da YouTube al nostro sito. YouTube porta a visitare il nostro sito. I manoscritti sono disponibili ogni mese in 34 lingue per migliaia di persone. I manoscritti non sono coperti da copyright, quindi anche altri predicatori possono utilizzarli senza permesso. Per le donazioni puoi cliccare qui per aiutarci in questa opera per diffondere il Vangelo in tutto il mondo, anche nei paesi Musulmani e Hindu.

Se vuoi scrivere al Dr. Hymers, indica per favore il tuo paese di provenienza, altrimenti non potrà risponderti. L’indirizzo email è rlhymersjr@sbcglobal.net.




LA SOFFERENZA DI CRISTO – IL VERO E IL FALSO

(SERMONE SU ISAIA 53 – PARTE V)
CHRIST’S SUFFERING – THE TRUE AND THE FALSE
(SERMON NUMBER 5 ON ISAIAH 53)
(Italian)

A cura del Dott. R. L. Hymers, Jr.
by Dr. R. L. Hymers, Jr.

Sermone predicato presso il Tabernacolo Battista di Los Angeles
La mattina del Giorno del Signore, 17 Marzo 2013
A sermon preached at the Baptist Tabernacle of Los Angeles
Lord’s Day Morning, March 17, 2013

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato!” (Isaia 53:4).


La prima parte del nostro testo dice che Gesù “ha portato le nostre malattie e si è caricato dei nostri dolori”, ed è citato anche nel Nuovo Testamento in Matteo 8:17:

“Affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: «Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie»” (Matteo 8:17).

Matteo 8:17 è piuttosto una affermazione anziché una citazione diretta di Isaia 53:4. Il dott. Edward J. Young ha detto a tal proposito: “Il riferimento di Matteo 8:17 è una deduzione, anche se in questo passo il termine “malattie” fa riferimento al peccato stesso. Il versetto include anche il concetto di rimozione delle conseguenze del peccato. La malattia è la compagna inseparabile del peccato” (Traduzione di Edward J. Young, Ph.D., The Book of Isaiah, William B. Eerdmans Publishing Company, volume 3, p. 345).

In Matteo 8:17 l’espiazione implica la guarigione dalla malattia. Ma dobbiamo ricordarci che è solo una sfumatura data da Matteo che non racchiude il significato principale esposto nel nostro testo. Il professor Hengstenberg giustamente afferma che [Cristo] il servo ha portato il peccato e le sue conseguenze, fra cui occupano un posto predominante le malattie e i dolori. Va notato che Matteo si discosta volutamente [dall’ebraico di Isaia 53:4] … perché voleva porre l’accento sul fatto che Gesù in realtà ha portato le nostre malattie” (citazione di Young, ibid., pagina 345, nota n. 3 a piè di pagina).

Un’attenta lettura dei quattro vangeli ci mostra che Cristo ha guarito le malattie come prova che Egli poteva guarire l’anima salvandola nella conversione. Un esempio di questo può essere visto nell’episodio dei dieci lebbrosi che hanno gridato a Gesù dicendogli: «Maestro abbi pietà di noi!» (Luca 17:13). Gesù li mandò al tempio per mostrarsi ai sacerdoti “e mentre andavano, furono purificati” (Luca 17:14). Essi furono purificati fisicamente dalla Potenza di Cristo, ma non furono salvati. Solamente uno di questi uomini ritornò indietro. Egli ricevette la guarigione spirituale dei suoi peccati, alla conversione, quando tornò da Gesù “e si gettò ai piedi di Gesù con la faccia a terra, ringraziandolo” (Luca 17:16). Allora Gesù gli disse: “Alzati e và, la tua fede ti ha salvato”. (Luca 17:19). Fu allora che egli fu guarito spiritualmente così come fisicamente. Lo vediamo in molte guarigioni miracolose che Cristo ha compiuto, come ad esempio l’apertura degli occhi di un uomo cieco nel Vangelo di Giovanni al capitolo nove. Prima di tutto l’uomo fu guarito dalla cecità, ma riteneva che Gesù fosse semplicemente “un profeta” (Giovanni 9:17). Ma più tardi disse:

“Signore, io credo. E l’adorò.” (Giovanni 9:38).

Solo allora questo uomo fu salvato.

Perciò possiamo giungere alla conclusione che la guarigione fisica è qualcosa di secondario e che il brano di Isaia 53:4 pone un’enfasi maggiore sulla guarigione spirituale. Il dott. J. Vernon McGee ha detto:

In questo passo Isaia dice chiaramente che noi siamo stati guariti dalle nostre trasgressioni e dalle nostre iniquità [Isaia 53:5]. Tu puoi dirmi, “ne sei sicuro?” Io sono certo che questo è quello di cui si sta parlando in questi versetti perché Pietro dice: “egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.” (1 Pietro 2:24) Da che cosa siamo stati guariti? Dai “peccati.” Pietro rende molto chiaro che quello di cui sta parlando è il peccato. (Traduzione di McGee, ibid., pagina 49).

Questa spiegazione ci riporta al nostro testo:

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato!” (Isaia 53:4).

Questo versetto si può dividere naturalmente in due parti: (1) la vera ragione per cui Cristo ha sofferto; e (2) la falsa ragione sostenuta da uomini ciechi.

I. Primo, la vera ragione della sofferenza di Cristo
sostenuta nelle Sacre Scritture.

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato …” (Isaia 53:4).

Il termine “tuttavia” introduce il contrasto tra la vera ragione per cui Cristo ha sofferto e la falsa ragione sostenuta dagli uomini ciechi. A “tuttavia” segue l’affermazione vera, a “ma” segue l’affermazione falsa.

Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato ; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato”. (Isaia 53:4).

Anche i termini “malattie” e “dolori” devono essere compresi. Il termine ebraico per “malattie” vuol dire “infermità.” Ed è utilizzato da Isaia come un sinonimo di “peccato” in questo testo, così come anche in Isaia 1: 5-6, Per “malattie” qui si fa riferimento alla pena e all’ infermità del peccato. L’espressione “i dolori” fa riferimento al “provare dolore, esserne angosciati.” Così “la malattia, l’infermità” del peccato e i “dolori, le sofferenze e le angosce” che il peccato produce sono in questo senso l’ infermità stessa del peccato e il dolore che esso produce.

Poi notiamo il termine “portava”, il cui significato è “caricarsi” ma significa “più che portare via.” L’idea è piuttosto di sollevare e trasportare”. (Young, ibid., p. 345). Cristo solleva i peccati che appartengono all’uomo li prende su di sé e li porta. Come Cristo ha preso quella croce e l’ha portata fino al Calvario, così Egli si è caricato del peccato del convertito e lo ha trasportato. Questo è quello che voleva dire l’apostolo Pietro riferendosi a Gesù quando disse:

“Egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce […].” (I Pietro 2:24).

Come dice il commentario di Keil and Delitzsch:

Il significato non è soltanto che [Cristo] ha avuto comunione con le nostre sofferenze, ma che Egli ha preso su Sé stesso le sofferenze che noi dovevamo portare o che noi meritavamo di portare; e non solo li ha portati via … ma li ha portati nella Sua persona [nel Suo corpo], per poterci liberare da esse. Ma quando una persona prende su sé stessa le sofferenze che un’altra persona avrebbe dovuto sostenere, e quindi le porta non solo con sé stesso ma le sopporta al suo posto, questo si chiama sostituzione (Traduzione di Franz Delitzsch, Th.D., Commentary on the Old Testament in Ten Volumes, William B. Eerdmans Publishing Company, 1973 reprint, volume VII, p. 316).

Cristo ha preso i nostri peccati nel Suo proprio corpo e li ha portati con sé, sul colle del Calvario, sulla Croce ed è lì che Egli ha pagato il prezzo per nostri peccati. “Questo si chiama Sostituzione!” “Ha portato la vergogna e la beffarda oscenità”. Cantiamolo!

Ha portato la vergogna e la beffarda oscenità
[per questo] è stato condannato al posto mio;
con il Suo sangue ha sigillato il mio perdono;
Alleluia! Che Salvatore!
   (Traduzione libera dell’inno “Hallelujah! What a Saviour!”
      di Philip P. Bliss, 1838-1876).

“Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; [..].” (Isaia 53:5).

“Cristo morì per i nostri peccati secondo le scritture” (I Corinzi 15:3).

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato …” (Isaia 53:4).

Il dott. W. A. Criswell ha detto:

La morte di Cristo sulla croce è il frutto e il risultato dei nostri peccati. Chi ha ucciso il Signore Gesù? Chi ha giustiziato il Principe di Gloria? Chi lo ha inchiodato sulla croce dove ha sofferto ed è morto? Di chi è la colpa? C’è da dire che noi tutti abbiamo una parte di colpa. I miei peccati hanno premuto la corona di spine sulla sua fronte. I miei peccati hanno spinto i chiodi appuntiti nelle sue mani. I miei peccati hanno fiaccato e trafitto il Suo cuore. I miei peccati hanno inchiodato il Signore Gesù al legno. Questo è il … significato della morte del nostro Signore (Traduzione di W. A. Criswell, Ph.D., “The Blood of the Cross,” Messages From My Heart, REL Publications, 1994, pagine 510-511).

“Cristo morì per i nostri peccati secondo le scritture”

      (I Corinzi 15:3).

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato […]” (Isaia 53:4).

“Ha portato la vergogna e la beffarda oscenità” Cantiamo di nuovo questo inno!

Ha portato la vergogna e la beffarda oscenità
[per questo] è stato condannato al posto mio;
con il Suo sangue ha sigillato il mio perdono;
Alleluia! Che Salvatore!

Questa è la vera ragione della sofferenza di Cristo – per pagare il tuo peccato! Ma la razza umana, nella sua cecità e ribellione, ha distorto la bella e salvifica verità della morte sostitutiva di Cristo in una menzogna! Questo ci porta al secondo punto.

II. Secondo, la falsa ragione della sofferenza di Cristo,
sostenuta dagli uomini ciechi.

Torniamo a guardare il nostro testo. Alziamoci in piedi e leggiamolo insieme ad alta voce.

Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato!” (Isaia 53:4).

Potete sedervi.

“Ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato.” “Noi” discendenti umani di Adamo. Accecati da Satana stesso, noi non siamo riusciti a vedere che la sofferenza di Cristo era vicaria; Egli morì al nostro posto, come nostro sostituto. Noi ritenevamo che Egli fosse solamente un povero pazzo, forse un lunatico o un delirante, oppure come dicevano i Farisei “uno posseduto da un demone“ che ha portato la Sua propria sofferenza delirando contro l’ordine stabilito. Come gli amici di Giobbe, noi abbiamo pensato che i suoi propri peccati e le sue follie hanno portato l’ira di Dio e degli uomini contro di Lui. Abbiamo pensato che Egli, nella migliore delle ipotesi, è stato un martire morto per nulla. Chi in un’epoca chi in un’altra, la maggior parte di noi ha pensato che Gesù fosse un po’ troppo radicale. Molti di noi hanno l’idea che Gesù avesse provocato i capi religiosi ed è stato perciò responsabile della Sua propria morte.

Colpito? Sì, noi sappiamo che è stato colpito! Percosso? Sì, sappiamo che è stato percosso! Umiliato? Sì, sappiamo anche che è stato umiliato! Sappiamo anche che è stato colpito in volto e che è stato frustato con un flagello. Sappiamo che è stato crocifisso sopra una croce! Quasi tutti conoscono questi fatti! Ma li abbiamo fraintesi e travisati. Non abbiamo realizzato che egli portava le nostre malattie e i nostri dolori! Quando nella nostra mente lo vedevamo crocifisso alla Croce pensavamo che Egli fosse stato punito per la Sua propria ribellione e per i suoi errori.

“Ma no! È stato per la nostra trasgressione, per le nostre iniquità in modo che noi potessimo ottenere pace [con Dio] ed essere guariti [dal peccato]. La verità è che noi eravamo tra coloro che erano smarriti e che camminavano secondo la loro propria volontà e [Dio] ha posto la nostra iniquità su di Lui, l’innocente sostituto” (Traduzione di William MacDonald, Believer’s Bible Commentary, Thomas Nelson Publishers, 1995, p. 979).

Per la nostra colpa Egli ci ha dato pace,
ci ha liberato dalla nostra schiavitù,
E per le sue piaghe, e per le sue piaghe,
e per le sue piaghe sono state guarite le nostre anime.
   (Traduzione libera dell’inno “He Was Wounded”
      di Thomas O. Chisholm, 1866-1960)

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato!” (Isaia 53:4).

Signor Griffith, per favore canta questo verso.

È vero anche per te? Hai pensato che Gesù è morto sulla Croce per qualsiasi altra ragione piuttosto che per portare via i tuoi peccati? Allora sappi adesso che Gesù è morto al tuo posto per rimuovere la pena dei tuoi peccati, vuoi credere semplicemente con fede in Lui? Vuoi credere nel Figlio di Dio ed essere giustificato e purificato da ogni peccato con il suo prezioso Sangue?

Vi chiedo di eliminare dalla vostra mente ogni idea falsa che avete avuto finora a riguardo della sofferenza e della morte di Cristo. Egli è morto per pagare la pena del tuo peccato, è risorto dalla morte e adesso è seduto in Cielo alla destra di Dio. Ti sto chiedendo di credere in Lui ed essere salvato dai tuoi peccati.

Tuttavia, non è sufficiente conoscere queste cose su Gesù. Puoi sapere tutte queste cose sulla sua morte e non essere ancora un Cristiano. Puoi conoscere la verità a riguardo della morte vicaria di Cristo sulla Croce o sapere che Egli è morto al posto dei peccatori e non essere ancora convertito. Devi confidare in Gesù Cristo, il Signore risorto! Devi realmente confidare in Lui e sottometterti a Lui. Egli è la via della salvezza. Egli è la porta della vita eterna. Confida in Lui in questo momento e sarai perdonato e salvato istantaneamente. Il Signor Griffith canterà nuovamente questa strofa. Se desideri parlare con noi sulla salvezza, per favore vieni dietro la sala durante il canto.

Per la nostra colpa Egli ci ha dato pace
ci ha liberato dalla nostra schiavitù,
E per le sue piaghe, e per le sue piaghe
e per le sue piaghe sono state guarite le nostre anime.

Dott. Chan, per favore prega per coloro che hanno risposto. Amen.

(FINE DEL SERMONE)
Puoi leggere i sermoni del Dott. Hymers ogni settimana su Internet all’indirizzo
www.realconversion.com cliccando sulla voce “Sermoni in italiano”.

Puoi contattare via email il Dott. Hymers in inglese all’indirizzo: rlhymersjr@sbcglobal.net
o puoi contattarlo scrivendo all’indirizzo: P.O. Box 15308, Los Angeles, CA 90015; puoi
telefonargli al numero: 001 (818)352-0452.

Scrittura letta prima del sermone da: Abel Prudhomme: I Pietro 2:21-25.
Assolo cantata prima del sermone da:. Benjamin Kincaid Griffith:
“He Was Wounded” (di Thomas O. Chisholm, 1866-1960;
sulla tonalità di “Oak Park”).


SCHEMA DE

LA SOFFERENZA DI CRISTO – IL VERO E IL FALSO

(SERMONE SU ISAIA 53 – PARTE V)

a cura del Dott. R. L. Hymers, Jr.

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato!” (Isaia 53:4).

(Matteo 8:17; Luca 17:13, 14, 16, 19;
Giovanni 9:17, 38; I Pietro 2:24)

I.   Primo, la vera ragione della sofferenza di Cristo, sostenuta
dalle Sacre Scritture, Isaia 53:4a, 5; I Corinzi 15:3.

II.  Secondo, la falsa ragione della sofferenza di Cristo, sostenuta
dagli uomini ciechi, Isaia 53:4b.